Il dottore veniva assicurando una compressa sopra l'occhio destro, da cui colavano lagrime e sangue. Sul volto contratto dell'infermo ancora combattevano il dolore e l'energia della volontà.

Nessuno vide l'occhiata supplichevole della povera donna accasciata sul pavimento; Agenore toccava il polso dell'amico, ma aveva tutta l'aria di non saper quello che si facesse.

Il dottor Q… sembrava aspettare qualche cosa, e un momento dopo disse con voce carezzevole:

—L'operazione è riuscita benissimo da una parte; ora dall'altra.—

Ernesta diede un lieve grido e ancora s'accasciò e nascose la faccia fra le ginocchia di Leonardo, il quale tentò un sorriso ed accarezzò colla mano tremante la testa dell'amata donna.

Nuovo silenzio, nuovi terrori, nuove visioni, e finalmente un sospiro rumoroso di Agenore che ripigliava fiato, e un grido selvaggio di dolore e di gioia.

—Zitto!—ordinò il medico con bontà.

—La luce!—mormorò Leonardo abbassando docilmente la voce.

Ernesta fu in piedi d'un balzo; aveva nello sguardo il baleno d'una gran gioia….

Ma la fasciatura copriva già gli occhi del paziente—l'operazione era finita.