Curiosa come donna e come cuginetta, Ernesta assediò di domande Agenore, il quale si tenne sulle sue un pezzo, finchè un bel giorno, in faccia ai due coniugi riuniti, uscì in questo aforisma balzano:

«Ogni donna è un'amazzone, o combatte colla civetteria o col pudore; la civetteria, che assalisce da lontano e tira a cimento i paladini, può fallire; il pudore no; è impossibile accostarsi ad una donna che faccia il mulinello con quello spadone a due tagli senza buscarsele.

—E significa?

—Significa…. significa…. non lo so nemmeno io che cosa significa.

—Ah!… ed è proprio guarita bene la mia Virginia?

—Proprio bene.—

XXIII.

L'ultimo tiro del dottor Agenore.

Leonardo entrò presto in convalescenza; mano mano gli fu concesso di star senza la benda nelle ore del crepuscolo, di andarsene in campagna, di far uso degli occhi con occhiali; e finalmente Agenore disse all'amico con una solennità insolita:—la cura è finita; tu ci vedi meglio di me, e solo che rinunzi alla vita di stravizzi, che non vegli di notte….—

Leonardo lo interruppe: