E siccome s'indugiava a rispondergli, soggiunse:

—È vero, sono stato su più del solito…. guai se lo sa Agenore…. Bortolo dammi mano…. senti, tira vento…. si spegnerà il lume…. non bisogna che si spenga.—

Bortolo venne presso al padrone e l'aiutò a rizzarsi, intanto Ernesta chiudeva la finestra, ed usciva sulla punta dei piedi.

Leonardo si lasciò condurre al suo letto e spogliare; quando fu sotto le lenzuola levò una mano ad accarezzare la testa tremante del vecchio servitore, e domandò sotto voce:—se n'è andata?

—Ritorna.

In fatti Ernesta tornava. Era andata a dare ordini ad Olimpia ed al cuoco, aveva ripreso le redini della casa.

—Bortolo,—disse ella,—tu dormirai stanotte, hai gli occhi gonfi dalla veglia, rimarrò io qui….

—Starà male….

—Sul divano starò benissimo, e poi non ho sonno, domani vedremo.—

Il vecchio chinò il capo ed uscì; di nuovo Ernesta e Leonardo rimasero soli.