—È l'alba?

—Non ancora.

—Non ancora!—ripetè Leonardo con un sospiro:—ho pure dormito molto ed è un gran pezzo che sono sveglio; come è lunga la notte!

—Bisogna dormire.

—È vero, bisogna dormire; nel sonno mi par di non essere più cieco; veggo buone faccie, ridenti, bianche più della neve, con occhi splendidi più di stelle, veggo campagne verdi come smeraldi, acque di zaffiro e un cielo che par d'oro lucente; e veggo il sole che mi saetta e mi avvolge co' suoi raggi e non mi abbaglia e non riesce a farmi battere le palpebre.

—Povero Leonardo! lo vedi, bisogna dormire.

—Povero Leonardo!—ripetè il cieco; e poco dopo soggiunse:—Manca molto all'alba?

—Tre ore.

—Bisogna dormire.—

Egli si abbandonò sul guanciale, essa tornò lentamente al divano.