Succedette un silenzio più lungo, dopo il quale il cieco domandò con un filo di voce:
—Ernesta!
—Leonardo.
—Ah! lo vedi, non dormivi….—
Era incomprensibile per Ernesta il capriccio del cieco.
—Ora dormirò davvero,—disse, e chiuse coscienziosamente gli occhi, e si tenne immobile, abbandonata sulla spalliera del seggiolone, aspettando il sonno.
Un quarto d'ora dopo, quando parevale che oramai il marito dormisse, lo udì ripetere come prima:
—Ernesta!—
Non rispose, aprì gli occhi. Il cieco si curvava innanzi ad ascoltare, e ripetè sottovoce:
—Ernesta!—