Tacque un istante e di nuovo chiamò a fior di labbro:—Ernesta!—
Allora si rizzò in piedi lentamente, senza far rumore, come uno spettro, mosse un passo leggerissimo brancicando per cercare il seggiolone, e trovatolo, si trattenne ad ascoltare la respirazione di Ernesta, si curvò sopra di lei, e colle labbra tremanti le sfiorò le guancie. Si drizzò, stette in ascolto, come un ladro che ha carpito un tesoro, tornò senza far rumore al suo seggiolone e, quando si credette al sicuro, sorrise.
Ernesta, che lo guardava ad occhi aperti, lasciò scorrere una lagrima dove si era posato il primo bacio d'amore di suo marito.
XVIII.
Una rivelazione del dottor Agenore.
Nella sera di quel giorno medesimo, che era un giovedì, il celebre dottor Q… tornò a far visita al cieco, ed avvertì il suo collega che l'operazione si sarebbe potuta fare il sabato, se egli non avea nulla in contrario.
La clientela del dottor Agenore non avea fortunatamente nulla in contrario, dunque il dottore Agenore nemmeno.
Per altro il giorno successivo, levandosi da letto e dicendo: «domani!» non si sentiva ben rinfrancato. Siffatta era la solennità dell'avvenimento per lui, che nemmanco la laurea dottorale lo avea tanto commosso. Fu necessario un esame di coscienza.
«Agenore mio, disse egli, sta per entrare in ballo la tua riputazione di medico, la quale non è veramente gran cosa, ma ha il suo valore; l'estrazione d'una cateratta è delicatissimo negozio anche per l'assistente; bisogna che il dottore Q… abbia un aiuto e non un impaccio; a teoriche, se non sei un milionario, ne hai da spendere; ma in pratica corri rischio di sembrare un pitocco; se domani non riesci a tenere stirata abbastanza la rima palpebrale del paziente, o per allargarla troppo cagioni un arrovesciamento, e guasti il tuo decoro e l'amico Leonardo…. la fai così grossa, così grossa, che non avrai bisogno di farne altre in tutta la tua carriera di medico….. Tu non sei uomo da tentennare nei gran momenti, ma ti conosco, non sai fare l'eroe dinanzi ad uno che soffre…. basta…. basta…. Intanto oggi tocca a te preparare il paziente…. farlo stare in gran quiete stanotte, perchè domani all'alba…. To'!… e l'ambasciata di Leonardo? bisogna farla; egli dice di no, perchè tu faccia di sì, questo s'intende. Ah! (un sospirone)—ti toccano tutte, Agenore mio, metti per conto tuo l'assedio in regola ad una bella donna, nelle condizioni più felici per la conquista, ed eccoti a far le parti dell'ambasciatore, a trattar l'alleanza per conto d'un altro… Quando si dice!…. Ha da venir in mente a lui, proprio a lui, al marito cieco d'innamorarsi di sua moglie e di sceglierti per confidente ed…. ambasciatore!…. Ah!…. basta…. Hai rinunciato ad Ernesta…. hai promesso a Leonardo…. il poveraccio aspetta un conforto, e tu glielo devi oggi…. perchè domani….»
Pensando al domani, il dottore si grattava la nuca e si prometteva di vegliare una parte della notte per ripassare il suo manuale d'oculista, al quesito: cateratte, come già in Pavia alla vigilia degli esami.