—Ho capito,—concluse Agenore,—ho capito…. non una parola di più, ho capito; tornerò stasera.—
Ernesta lo seguì collo sguardo, finchè fu scomparso, poi andò rasserenata presso al marito.
—Che ti ha detto Agenore?—le domandò il cieco.
—Mi ha ripetuto quello che aveva detto…. di farti riposare; pare proprio che sia necessario…. tornerà stasera….
—Non altro?
—Non altro.
—Non sa egli se guarirò?
—Lo spera.—
Tutto quel mattino Ernesta parlò a monosillabi; era inquieta, andava e veniva, a volte si fermava d'un tratto nel mezzo della camera, e rimaneva così immobile, distratta, finchè la voce dell'infermo la toglieva all'attonitaggine.
Dopo il mezzodì, all'ora medesima della vigilia, vedendo che Leonardo non le diceva nulla, fu lei la prima a proporre.