Una volta, durante l’assenza di Silvio, Cosimo aveva chiamato a consulto Beatrice ed Angela per fare una cosa seria: ribattezzare il podere acquistato.
— Come si chiama ora? — aveva chiesto Angela.
— Lo chiamano la Valle maledetta, oppure la Valle indiavolata.
— Chiamiamolo il Paradiso — aveva suggerito la fanciulla.
— Chiamiamolo Valle Angelica!
— Chiamiamolo Valle Beatrice!
— Chiamiamolo Speranza nostra! — disse Beatrice gravemente.
— Dove hai preso questo nome? domandò Angela, dove hai preso questa gravità?
— In una barca di contrabbandieri, rispose la contessa guardando suo marito in faccia — e soggiunse allegramente: il battesimo s’intende, non la gravità; questa te la immagini tu, bambina mia.
Silvio, ritornando, avea trovato il podere ribattezzato, ed aveva detto egli pure cogli altri: «chiamiamolo Speranza nostra!»