Appena Silvio fu entrato sotto il portico di casa, il conte lo prese per le braccia, e lo trattenne accennando agli altri di andare innanzi.
— Che cosa ci è di nuovo? domandò il professore.
— È venuto un uomo... Ha chiesto di te; ha bisogno di parlare a te solo.
— Dov’è?
— Ha voluto rimanere celato fino al tuo arrivo; e mi ha detto che la sua vita è nelle mie mani; l’ho chiuso nella tua camera; così ha voluto, ecco la chiave.
— Giorgio! mormorò Silvio impallidendo.
— No; è piccolo e vecchio.
— Su Mazzone!
III.
Su Mazzone aspettava da un’ora, doveva essere inquieto, portava certamente una parola di Giorgio; tutto ciò consigliava di correre subito incontro a lui; ma la prudenza suggeriva il contrario. Beatrice ed Angela avevano visto arrivare Silvio, e i servi nulla sapevano della presenza del bandito; prima bisognava salutare le signore, e allontanare i curiosi.