— Mio fratello?...
— È in luogo sicuro; ma non si può muovere perchè è ammalato.
— Ammalato?...
— Un poco; gli si gonfia il cuore, e lo fa soffrire; ma non dubitare, guarirà! Conosco una donna che ha la medicina per tutti i mali. Una volta mi entrò una palla nel fianco; andai da comare Petronilla, mi diede un’acqua da bere, e la palla non mi fa più male; io la porto in corpo da molti anni, scende sempre, prima era qua, ora è qua. Tuo fratello guarirà, non dubitare — gli ho messo al collo un breve di san Francesco, ma andrò a trovare Petronilla, e le porterò un capello di Giorgio.
— E dov’è?
— Nello stazzo d’un amico, in Gallura; ha un buon letto, il monte Limbara dinanzi agli occhi, aria buona, buon’acqua; una povera giovine, che mi vuol bene, lo cura come un fratello; non dubitare, Silvio, egli guarirà. Troveremo la sua erba.
— E com’è? chiese Silvio commosso; che dice? che cosa gli è accaduto dopo il suo ritorno? sai che eravamo come anime in pena, non vedendolo comparire... Dimmi tutto.
Su Mazzone prese la mano del professore, e cominciò con un accento di disprezzo smentito da un sorriso di compiacenza:
— Devi sapere che ho imparato a leggere...
— Davvero?