— Non ce l’ha vista perchè non ci è, rispose Ambrogio brusco brusco — e s’avviava deliberatamente per indurre l’altro a smettere la positura di cariatide — ma l’altro lo lasciò andare, e solo quando Ambrogio fu giunto alla porta dirimpetto e non vedendosi seguito gli toccò voltarsi a guardare estatico, solo allora egli ripigliò a dire a sè stesso, guardando fisso in terra:
— Trenta mila lire senza pigliar la roba chi sa fino a quando... sto per fare uno sproposito... pure se mi pagano gl’interessi fino al giorno della consegna, parola d’onore, lo faccio.
— E glieli pagheranno gl’interessi, e glieli pagheranno in buon’ora, gemette Ambrogio con accento di misericordia, mentre dall’altra estremità della sala lasciava spenzolare le braccia e dondolava il capo in un modo canzonatorio. — Mimica inutile.
Il signor Cilecca non vide nulla, e ripetè alzando finalmente il capo:
— Sì, se mi pagano gl’interessi d’uso, io faccio lo sproposito.
— Gl’interessi d’uso quali sono?
— Lo sa bene...
— Lo so benone, sospirò Ambrogio, glieli pagheremo.
Allora il signor Cilecca abbandonò la sua positura, ed attraversò la sala con passo svelto, per raggiungere l’avversario placato.