— Non abbiamo potuto combinare nulla; un bigliettino a Efisio Pacis fermo in posta, che mi dica il giorno.

— È inutile, disse Cosimo; non bisogna ritardare; fra otto giorni.

— Giovedì venturo, confermò Silvio, saremo a Tempio, in casa di prete Emanuele.

— Giovedì venturo a Tempio, in casa di prete Emanuele, disse il bandito, verrà un amico a prendervi e vi accompagnerà fino allo stazzo; io non posso venire, me ne dispiace, soggiunse celiando. A nos bidere.

Volle baciare Silvio, od andarsene; il professore, inquieto, si rifiutò a quell’addio.

— Ti accompagnerò un tratto, disse; ma Su Mazzone gli prese le braccia e lo costrinse a rimanere, ripetendo: a nos bidere!

Fu aperto l’uscio di strada da Ambrogio, e il cagnuolo irruppe chiassosamente nel corridoio.

— Zitto, Brigadiere, ordinò il bandito, e Brigadiere tacque.

A nos bidere! disse il vecchio per l’ultima volta; si serrò il cappotto ai fianchi, tirò sulla testa il cappuccio e scese tranquillamente lo scalino che lo separava dalla strada.

Cosimo e Silvio, venuti sull’uscio, lo accompagnarono cogli occhi.