— Ieri stava bene, ma stanotte non ha potuto chiuder occhio, e stamattina era più malato di prima; ma quello è un uomo che comanda al suo male.

Mariantonia non disse altro; camminava speditamente, precedendo d’un passo il compagno.

Dopo un quarto d’ora di cammino, la fanciulla allungò un braccio verso un gruppo di quercie e disse semplicemente: è là; vuole andar lei, o devo andar io ad avvertirlo?

Silvio sentì venir meno tutte le forze, si appoggiò al tronco di un albero, e lasciò che Mariantonia lo precedesse.

Ma una voce che gli penetrò il cuore disse vicino a lui: «coraggio!»

— Fratello mio! esclamò Silvio.

Il grido represso giunse sino a Mariantonia, la quale si volse e si arrestò a contemplare quella scena colle lagrime agli occhi. Anche un uomo a cavallo si era arrestato a guardarli da lontano, e la giovinetta fece un giro largo, per andare a portare un sorriso ed una lagrima a Su Mazzone.


Silvio singhiozzava, nascondendo la faccia nel seno di suo fratello, il quale lo lasciò piangere, poi scostandolo da sè:

— Guarda, gli disse, come mi ha fatto la sventura; io non piango più.