— No, rispose Giorgio abbassando il capo. Su Mazzone ha interrogato molta gente; non si è ancora trovata una persona che voglia testimoniare in mio favore.

— La troverò io! esclamò Silvio.

— Fratello, rispose Giorgio con profondo scoraggiamento, l’avvocato ha detto a Su Mazzone che per correggere la prima sentenza è necessario che io mi consegni alla giustizia; puoi tu consigliarmi questo?

Silvio non rispose. Si udì in quel momento un suono prolungato e cupo.

— Ci chiamano! esclamò Giorgio con baldanza, la colazione è pronta, andiamo alla festa.

Su Mazzone e Mariantonia, vedendo che il colloquio dei due fratelli era finito, mossero loro incontro lentamente.

— Professore, hai fatto buon viaggio? domandò il bandito, stringendo la mano di Silvio; e senza aspettar risposta proseguì: ne ho piacere; questa qui è Mariantonia, di cui ti ho parlato; è una figliuola cattiva che non vuol più saperne di far compagnia a Su Mazzone Canu; dice che è meglio pigliarsi un marito giovine e far dei figli maschi.

Mariantonia punì il ciarliero con un pugno, poi gli chiese scusa.

Su Mazzone si rifece serio per accontentare la sua figliuola, e si voltò a cercare il campagnuolo.

— Dov’è Brigadiere? disse; è là, è rimasto a far compagnia a Moro. Brigadiere! chiamò, vieni qua, Moro ha il suo desinare sotto i piedi e a te piacciono gli ossi dei capretti.