Ora poteva guardare al graminadojiu. — L’ampio circolo di donne e uomini occupava tutto il cortile; il monte di lana ora stato spartito in piccoli cumuli dinanzi ai pastori, che erano tutti abilissimi nel ridurre a fiocchi la lana della tosatura, senza altro arnese che le mani.
Angela e Beatrice, sedute esse pure in giro, si provavano a quell’opera con poco profitto; ma ciò aveva colmato d’ammirazione le pastoresse, che erano contente di poter dire: «non sono superbe!» Anche Silvio voleva lavorare come faceva Cosimo, come faceva suo fratello accanto ad Angela, e prese bravamente il suo posto chiedendo scusa di non averlo fatto prima.
Egli fu subito informato che Ciccito Scano aveva dato il fiore a Mariantonia.
— Ma ci è qualcun altro che ha voglia di dare il fiore! annunziò Su Mazzone.
Sicuramente, ci era Gianmartino che teneva in mano una rosellina selvatica.
Il piccolo pastore, stando seduto e voltando il capo con una moina non priva di grazia, guardò un momento verso Nicoletta, e disse:
No ti dimandu amori,
Mancu ti cilcu affettu,
Socu bè chi lu tò pettu
È di nii, ma no ha cori,