— Ah! sì! poveretto! disse Silvio sospirando.

E fu stupito del suono falso che mandò la pietà sulle sue labbra d’innamorato contento.

— Che cosa ci è di bello nel bosco? domandò Angela prima d’arrestarsi.

— Bisognava venirci, rispose Beatrice; perchè la signorina è rimasta?

— Mi ha contato la storia d’un bandito, disse la fanciulla accennando con un moto del capo al falso Efisio, la storia d’un bandito buono.... il quale non aveva fatto altro male che difendere il proprio onore... però, per difendere il proprio onore, aveva ucciso un uomo.... la giustizia andò per pigliarlo, ma lui fuggì, attraversò il mare a nuoto, e si nascose in un paese lontano lontano...

Silvio e Beatrice si guardarono alla sfuggita. Angela, ansimando ancora per la corsa fatta, aggiunse:

— Non l’hanno preso, e lui non ha più fatto male a nessuno... e la storiella è finita. Zio Silvio, quanti Efisio Pacis ci sono?

— Perchè?

— Perchè quello là si chiama Efisio Pacis, e l’altro che ci venne a trovare la settimana scorsa a casa si chiamava pure Efisio Pacis....

— È vero; ce n’è due, rispose Silvio senza turbarsi.