Il professore non era più in tempo a fuggire, perchè la bella amica lo aveva veduto e gli sorrideva.
— Qual buon vento? disse, posando nel cestello il lavoro di ricamo, ed alzandosi prontamente in piedi.
Quell’accoglienza cordiale diede agio a Silvio di ricomporsi; una busta da lettere caduta dal grembo di Beatrice e che egli si chinò a raccogliere, l’aiutò pure a celare il proprio turbamento.
— Lasci stare, disse Beatrice, non è che una busta vuota; grazie.
Prese la busta e la cacciò in tasca, e Silvio vide scendere sul bel viso un velo di melanconia.
— Segga qui, disse Beatrice con un’allegria nervosa, e mi parli di Speranza Nostra; sa che l’altro ieri mi stancai a cercarla; sì lei... proprio lei...! io andava nel vigneto, e lei era nel bosco; io andava nel bosco, e lei era nel vigneto; allora mi posi a sedere sotto le palme per aspettarlo; oh! sì, aspetta! ho dovuto tornarmene a casa senza vederla.
— Lei cerca Cosimo od Angela; soggiunse la contessa senza dargli tempo a scusarsi. — Cosimo è uscito poco fa, Angela è ancora nella sua camera...
Silvio, ridiventato padrone di sè e non vedendo nulla di male sulla faccia della contessa, prese a spiegare all’amica sua le nuove disposizioni date al podere. Beatrice era curiosa, voleva sapere perchè erano stati turati certi forellini da cui una rupe mandava acqua, per lasciarne uno solo; voleva sapere se gli scavi paralleli fino al ruscello erano proprio necessari — e il professore le spiegò ogni cosa. Quando le disse che i lavori fatti finora non avevano che un solo intento: permettere alle acque di andarsene al fondo senza disperdersi inutilmente, e che tuttociò doveva rendere sana l’aria di Speranza Nostra e cacciare le terzane che vi abitavano, benigne ma insistenti, tutte le estati, Beatrice battè le mani, ed annunziò che aveva intenzione di andare a stare tutto il mese di settembre in campagna.
— Qui mi annoio! confessò con una smorfietta infantile; il mio povero Cosimo lavora come un martire, è quasi sempre fuori di casa, e se non ci fosse Angela, mi toccherebbe starmene tutto il santo giorno sola colla cameriera... Atto unico, scena unica — aggiunse con malizia — la contessa Beatrice e Annetta.
Rise, poi si rifece seria per domandare a Silvio se gli pareva che Cosimo fosse proprio contento. A Silvio pareva di sì. — Proprio? — Proprio; perchè non doveva essere? — Perchè... perchè... gli uomini hanno tante cose per la testa; non sono come le donne, alle quali basta sapersi amate per credersi in Paradiso.