Allora Angela abbandonò il seggiolone e corse presso al suo vecchio amico.

— Non è nulla, disse Giorgio, vi sono avvezzo; è il cuore; ogni tanto mi fa soffrire; — e dimenticava il suo male per accarezzare la testina bionda di sua figlia.

— Vuole che l’aiuti a discendere? propose Angela; si appoggi pure a me, sono forte. Come si sente ora? È passato? Bravo, babbo Efisio, ora è passato.


— Facciamo i compari e le comari di San Giovanni! disse Beatrice prima del tramonto.

Ma il notaio Pirisi notò che bisognava aspettare che fosse notte.

Allora, per ingannare il tempo, qualcuno propose di gettare gli oroscopi col piombo.

— Sì, sì, facciamo, facciamo — ma come si fa?

— Si fonde un po’ di piombo, e lo si getta liquefatto entro una catinella d’acqua; ne vengono fuori dei mariti per le ragazze, dei figli maschi per le maritate, e tante altre belle cose.

— Facciamo! facciamo!