Angela si gettò sulle ginocchia di suo padre. — Era desolata, ma contenta, perchè finalmente piangeva.


Il maresciallo per quel giorno si accontentò di mettere il brigadiere in sentinella nella prima stanza e un carabiniere al portone d’ingresso, perchè l’ammalato non uscisse di casa alla chetichella.

Ma Giorgio rese vane tutte quelle precauzioni — morì nella notte.

Furono risparmiate ad Angela le angosce di quelle ultime ore, in cui Giorgio, dopo aver confidato nella morte, sentendola finalmente venire, lottò contro di essa, sorretto da una forza nuova; e si rivolse a suo fratello, a prete Emanuele, ed allo stesso brigadiere perchè dessero un po’ d’aria al suo petto impotente.

Solo pochi minuti prima di morire, quando già prete Emanuele si era curvato su Giorgio per fargli sulla fronte il segno del cristiano, Silvio andò a svegliare la fanciulla, la quale giunse in tempo a ricevere l’ultimo bacio di suo padre. E questa volta non pianse, ma fissò a terra, istupiditi, gli occhi che avevano visto il dolore.

PARTE TERZA.

I.

Vi erano dei momenti in cui Angela non comprendeva più sè medesima; essa aveva finalmente trovato una grossa vena di lagrime per la memoria del suo povero padre, una vena che prometteva d’essere perenne; ma quando aveva pianto molto, era poi così contenta di sè, che, pensandoci, inorridiva quasi dei propri sentimenti. Non era nemmeno sicura che sotto certi aspetti la morte di suo padre non fosse una bella cosa; sotto l’aspetto del lutto grave, per esempio, che le era toccato vestire e che si adattava bene alla bianchezza del visino tondo ed alla capigliatura bionda; ed anche sotto l’aspetto del giornale in cui ogni sera, prima d’andare a letto, poteva rileggere, correggere ed aumentare la propria sventura. E sotto quale altro aspetto? Ah! questo era il segreto di Angela; ancora essa non ne aveva detto nulla al suo libriccino di memorie, nè a Bice, nè quasi a sè stessa, se non in maniera dubitativa, perchè si era proposta di aspettare con rassegnazione che parlasse lui. Già un giorno o l’altro, dovrebbe pur parlare, so non volesse sposarla alla muta.

Però Angela non si faceva illusioni; forse le toccherebbe aspettare un pezzo. Non già che non si sentisse capace di far la moglie anche fra un anno, anche subito; era un dito appena più piccola di Bice; se andava incontro allo specchio, a testa alta, poco mancava che non sembrasse una matrona. Che cosa le mancava? Un po’ di strascico; quattro palmi di coda, due palmi di coda, un palmo solo — non le mancava altro. Invece portava ancora le vesti corte! Perchè mai le gonnelle delle ragazze stentano tanto a crescere?