Questo secondo partito doveva certamente riuscire il più vantaggioso a Cosimo, e l’ingegnere Marini non esitava a consigliarlo. Dette queste cose colla massima gravità, il giovine ingegnere sprigionò la risatina indocile dell’uomo contento di sè, poi si rifece grave ed aspettò la risposta.
Il conte Cosimo chiese un’ora per riflettere, e l’ingegnere Marini, generoso, concesse tutta la serata, avvertendo che egli partirebbe il domattina colla diligenza, com’era venuto.
Al consulto di famiglia, compare Silvio fu precisamente dell’opinione di comare Beatrice, e Cosimo fu di parere che avessero tutte le ragioni del mondo, cioè che il meglio fosse andare fino in fondo della cosa (del filone corresse Silvio, che in presenza della sua comare era sempre di buon umore e propenso alla festevolezza), e partecipare alla sorte. Chi sa? sotto il castagneto vi poteva essere qualche centinaio di migliaia di lire. Compare Silvio non ne dubitava.
— Voi altri siete in vena, diceva, vi toccano tutte le fortune; ha ragione il proverbio milanese, che dice — che cosa dice il proverbio milanese, comare Beatrice, ve ne ricordate?
Sebbene non ricordasse bene bene il proverbio, comare Beatrice ne aveva una reminiscenza vaga, che l’obbligava ad arrossire un poco.
Infatti il proverbio milanese dice che ogni figlio venendo al mondo porta il suo fardelletto.
In conclusione fu deciso di entrare in trattative per la società; Cosimo avrebbe dovuto naturalmente andare alla miniera e star lontano alcuni giorni; ma Silvio, dopo aver fatto penare un poco comare Beatrice, promettendo che le avrebbe fatto compagnia lui, propose d’andar egli stesso ad accomodare la faccenda.
— Io posso andare dove voglio e star lontano quanto mi pare e piace, assicurò tra il serio ed il faceto — non vi è pericolo che nessuno pianga per me.
Quando l’ingrato pronunziò queste parole tremende, Angela era presente, e le raccolse, e le tenne in mente, e per non dimenticarle mai più fino all’ultima sua giornata, le scrisse nel proprio quaderno.
Il domani Silvio partiva accompagnato fino alla diligenza dal più felice degli uomini, dalla più gentile delle comari dell’ultimo San Giovanni, e da una fanciulla infelicissima, a cui era negata perfino la consolazione del pianto.