— Non è vero che gli voglio bene; è un babbo cattivo.
Beatrice veniva guardando attentamente la fanciulla, ne interrogava con un resto di paura gli occhi tondi e il viso audace.
— Perchè mi guardi così? disse Nenna.
Allora la contessa si chinò a baciare in fronte la ragazza, la prese per mano e la trasse sul canapè.
— Mettiti a sedere vicino a me, rispose, e lascia che ti guardi; non ti voglio male, io.
Perchè le diceva questo? Ci pensò appena l’ebbe detto e fu pronta a soggiungere:
— L’altro giorno ti ho vista in teatro, tu facevi la rana...
— Mi hai visto! esclamò Nenna, non è vero che la faccio bene la rana?
— E appena ti ho vista, mi è venuta in mente un’altra ragazza della tua età, una ragazza che ti somigliava e che è morta.
— Faceva la rana anche quella ragazza? domandò Nenna.