Egli disse queste parole senza pensarci quasi, tanto erano facili e naturali; ma appena le ebbe dette, ne vide la conseguenza necessaria e dolorosa — anche Angela dovrebbe partire. Non sarebbe bello che la sua fidanzata rimanesse sola con lui, tanto più che Annetta accompagnava la padrona. Invano si provò a dire che non vi era alcun male, che Angela era sua nipote, anzi sua pupilla, e che in fin dei conti era una fanciulla; guardandola appena, si vedeva subito che non era più una fanciulla. E poi che farebbe Angela in Speranza Nostra, sola con Giovanni, con Ambrogio e con lui?
Non vi era rimedio; bisognava soffrire.
— Sarà per poco, disse ad Angela, dopo averlo detto a sè stesso, ma ci dobbiamo separare; va, fanciulla mia, sposa mia, vedrai una campagna diversa, una vita nuova, respirerai tu pure l’aria sana del monte, mi amerai sempre e me lo scriverai spesso.
Il professore non avrebbe mai immaginato che il sacrificio fosse tanto difficile per lui; l’aveva creduto invece meno facile ad Angela. La quale prima pianse, poi parve rassegnarsi e in ultimo non nascose quasi la contentezza di variare per poco la vita che faceva da tanto tempo, di fare un lungo viaggio in diligenza, di salire sopra una montagna per poi scendere nei pozzi delle miniere e far delle passeggiate misteriose colle fiaccole nelle gallerie sotterranee. Solo al momento di partire per davvero, la tenerezza la vinse una altra volta, e parve che volesse versare nuove lagrime; ma appena l’eroico Silvio le ebbe detto, ridendo nervosamente:-ecco, ora piangi, ci scommetto, — essa nascose un momentino la faccia nella pezzuola, poi disse piantando gli occhi lucenti in faccia al suo adorato sposo: — non piango; guarda... non piango.
— Brava! disse il professore, così va bene.
— E ricordati, soggiunse parlandole all’orecchio, ricordati di amarmi tutti i giorni e di scrivermi tutte le settimane.
Essa era disposta a fare di più, anche a scrivergli tutti i giorni.
Del resto non sapeva egli in che modo essa lo amava?
Sì, lo sapeva, Angela cara!
Silvio accompagnò i viaggiatori fino alla valle di Scala di Gioca, e colà diede l’ultimo addio: diede anche un bacio agli amici, un bacio che cominciò dal figlioccio, passò per Cosimo e per comare Beatrice, e si trattenne in ultimo un po’ più sulle labbra di Angela.