— È ammalata? balbettò il professore.
— Una cosa da nulla... è stata bene fino ad un’ora fa: era abbastanza allegra, ma si è sentita venire il capogiro... e si è messa a letto.
— E ora dorme, conchiuse Silvio.
— Vado a vedere se dorme, disse Beatrice; quando sappia che siete arrivato, guarirà subito.
— E l’ingegnere Marini?
— Ah! stamattina era qua; ma ha ricevuto un telegramma da Iglesias ed ha detto che andava via.... Vado a vedere se Angela è sveglia; vi lascio con vostro figlioccio.
Essa escì, e il professore rimase solo in faccia a quell’innocente, che, dormendo, stringeva i pugni, come era tentato di fare anche Silvio, per resistere ad un brutto sogno.
Non rimaneva nemmeno un’ombra al suo disastro. La commedia tutta quanta, eccola: un telegramma ha annunciato l’arrivo del padre nobile corbellato; subito la prima amorosa si è fatta venire il capogiro, il primo amoroso si è nascosto.
E tutto ciò perchè? Perchè il tutore abbia agio di comprendere il grosso della faccenda senza farsela spiegare e si prepari alla scena ultima.
— Dorme! annunciò comare Beatrice entrando; non l’ho svegliata perchè potrebbe farle male.