— Come sa che è difficile? domandò l’ingegnere.

— Mi sono informato... scappò detto all’ingegnere.

Subito guardò in faccia il suo rivale, e vedendosi colto in fallo, fu il primo a ridere.

— Ebbene sì, disse mentre Silvio lo minacciava col dito, ebbene sì, lo confesso; io sapeva tutto; la mia scusa è l’amore... si metta ne’ miei panni e mi compatirà.

Silvio ci si metteva nei panni dell’ingegnere, comprendeva tutto e compativa ogni cosa — ma nondimeno continuava a minacciare col dito il suo rivale.

— E sapendo che Angela era la mia fidanzata, lei non ha titubato a domandarmela in isposa...?

Ecco... questo poi no; l’ingegnere al contrario aveva titubato molto; ma siccome per isposare una ragazza, prima di tutto conviene impedire che la sposi un altro, così aveva scritto...

Angela aveva acconsentito?... non si era provata a dissuaderlo?

— La povera ragazza, disse l’ingegnere, non voleva.

— Ah! e che cosa voleva la povera ragazza?