La contessa Beatrice battè le mani e disse che andava lei a riceverlo, invitando Annetta a seguirla. Ma nella parte della servetta ci era qualche cosa ancora.
— La signora contessa non desidera nulla da me?
La madre nobile non desiderava nulla; allora Annetta uscì, come era entrata, in punta di piedi, per la porta laterale.
— Dicevamo? chiese il notaio Parolini dopo un momento di silenzio.
— Per oggi punto e basta, rispose l’inferma.
— Punto e basta, ripetè il Parolini.
Il dottor Larucci era già in piedi, e si affrettava a nascondere un dito lordo d’inchiostro nel guanto.
— Domani alla stess’ora, disse la contessa.
— Siamo a’ suoi comandi, risposo il Parolini, intanto che abbottonava il farsettone da cima a fondo.
Sull’uscio d’ingresso, si arrestò per aspettare il suo collega e costringerlo a passare prima, onore a cui il dottor Larucci, tutto intento ad abbottonarsi i guanti, giunse impreparato e che accettò senza nemmeno ringraziare, da uomo che comprendeva il valore della propria fortuna.