Ambrogio seguì i due notai alle spalle; madre e figlio rimasero soli.
Si poteva credere che la contessa Veronica, tenendo gli occhi chiusi, non avesse badato a nulla; invece appena Ambrogio fu scomparso, essa chiamò: Cosimo!
Il conte venne presso il letto della paralitica.
— Che vuoi? chiese dolcemente.
— Tu sai che io sono molto curiosa, ma non ti fai un’idea di quanto mi diverto andando di stanza in stanza coll’immaginazione, dacchè non lo posso fare per davvero...
— Non ti comprendo, balbettò Cosimo.
— Voglio andare liberamente per la mia casa, e tu hai chiuso una stanza...
— Io?...
— Sì, la camera gialla; essa è chiusa da quindici giorni e non vi entra più nessuno... Che cosa hai messo in quella camera?
Il conte Cosimo si battè la fronte e rispose con disinvoltura: