Ma Annetta proseguì ad ogni modo.

— Sei matta? insistè l’altra.

La servetta non si scompose; aveva udito ben altre parole e in accenti più aspri. La contessa stessa in qualche scena precedente l’aveva chiamata bestia; ma che significava questo? Che la brutta parola era scritta nella parte della contessa. Non perciò Annetta aveva mai cessato di fare la parte propria con coscienza.

Ella adunque finì di assicurarsi che nessuno poteva udire quanto stava per isvelare alla padrona, e quando ebbe con questo artifizio preparato un orecchio più attento alle proprie parole:

— Ho scoperto! disse.

— Che cosa hai scoperto?

— Ciò che si nasconde nella camera gialla.

— Quadri, disse freddamente la contessa Veronica.

Annetta rimase un po’ sbigottita di quell’intoppo, che sorgeva impreveduto nella propria particina.

E la contessa, senza carità, insistè: quadri antichi.