— Per l’appunto balbettò la cameriera; come lo sa?

— L’ho chiesto a mio figlio. Tu invece come lo sai?

— Io, rispose Annetta con un turbamento delizioso, io, credendo di far piacere alla signora, prima ho guardato attraverso la toppa e non ho visto nulla; poi....

— Poi?

— Poi... stamane di bonissima ora, sono scesa in giardino, ho appoggiato al muro la scala del giardiniere, ho guardato attraverso i vetri della finestra ed ho visto tutto... Sono quattordici quadri con cornici verdi... Ve n’è uno che... ma la signora contessa non ha bisogno che io...

La contessa accennò col capo di proseguire.

— Ve n’è uno, ripigliò Annetta, che rappresenta un uffiziale a cavallo, dico un uffiziale così per dire.... tutto coperto di ferro, con una croce sul petto.

— Imperio de Nardi! mormorò l’inferma, e un sorriso d’orgoglio le illuminò la faccia patita.

— Ve n’è un altro colla toga rossa.

— Mio nonno.