— È vero, aveva risposto il conte, guardando sua figlia, è vero, tu hai diciannove anni — («Diciannove e mezzo,» aveva corretto la contessina) — è vero, non ci avevo mai pensato.

La contessina, arrossendo modestamente, aveva lasciato intendere d’averci pensato lei. Allora il magnifico conte aveva sentito ad un tratto il grave pericolo che lo minacciava, ma sua figlia lo ebbe rassicurato prontamente.

Non aveva fatto altro la poverina che mandare uno sguardo in giro, e pigliare informazioni e note. Di quanti nobili erano capitati a Ploaghe essa conosceva l’origine, i fasti, le ricchezze; e a conti fatti, il solo che le potesse convenire interamente era, — Chi era? aveva chiesto il conte De Nardi trattenendo il fiato — era il conte Rodriguez di Florinas.

Allora il vecchio padre tirando il fiato lungo, aveva detto:

— Il conte Rodriguez è di vecchia nobiltà...

— Vecchia quanto la nostra, aveva risposto la savia fanciulla; ci furono dei Rodriguez in tutte le crociate; lo scudo dei Rodriguez porta un’aquila in campo azzurro, e tre bisanti d’argento; l’elmo è di mezzo profilo, come il nostro, tutto d’argento rabescato, come il nostro, ingraticolato di diciasette...

A questo punto Gavino De Nardi non aveva potuto vincere i sentimenti paterni e stringendosi al petto la testina tonda di sua figlia, aveva esclamato: tu sei il mio orgoglio, tu sarai contessa Rodriguez!

Del conte Rodriguez non si erano occupati nè l’uno nè l’altra, tanto si tenevano sicuri di pigliarlo quando volessero. Infatti era notorio che quell’avanzo di tutte le crociate pativa il martirio dei creditori, ed aveva tante ipoteche sul suo feudo, che era presso a poco come se non avesse feudo, s’intende agli occhi della gente plebea. In oltre non era più molto giovine; aveva quarant’anni sonati, e non era mai stato bello.

Se non era il senno esemplare della contessina Veronica, il conte Rodriguez sarebbe morto celibe ed indebitato. Breve; si fecero i negoziati, l’alleanza fra il crociato di Florinas e quello di Ploaghe fu conchiusa, e la contessina Veronica divenne contessa Rodriguez.

Fu un bel giorno nella vita del conte De Nardi. Giorno bello, ma fuggevole. Quando suo genero se ne fu andato da Ploaghe a Milano, portandosi via la sposa e la dote, il padre abbandonato si guardò intorno cercando qualche cosa che lo compensasse di quanto perdeva, e non trovò che il visino lagrimoso di Mimmia, un visino di Madonna, con certi occhioni in cui non luceva mai lampo d’orgoglio, con una bocca troppo dolce ed un sorriso troppo buono — un angelo borghese.