— Dove andiamo? — disse.

— A sposarci prima, poi a casa di mia zia, che ti accoglierà come sua figlia.

I due fidanzati attraversarono frettolosi la città addormentata, vennero a picchiare ad una casa modesta.

Fu aperto da prete Serafino in persona.

— Dio grande! — esclamò il prete con uno stupore eccessivo.

— «Questa è la mia sposa davanti a Dio» — disse Gaspare.

— «Questo è il mio sposo davanti a Dio» — disse Mimmia.

Prete Serafino si tappava le orecchie, ma Gaspare gli fece osservare che era inutile, perchè aveva udito benissimo e non poteva più negare la benedizione.

— Io vi benedico in nome del Padre — disse allora solennemente prete Serafino; — io vi benedico in nome del Figliuolo; io vi benedico in nome dello Spirito Santo. Ma badate, ragazzi — soggiunse cambiando tono — che mi avete preso a tradimento; intendiamoci, non mi fate avere dei grattacapi col vescovo.

Così Mimmia e Gaspare furono marito e moglie a dispetto dei crociati e del convento.