— Ah! la mamma ti prega di mandarle cinquanta lire; ha comperato un’acconciatura di velluto cremisino, che sta veramente benissimo sui suoi capelli bianchi.

La signora, così dicendo, girava gli occhi di qua e di là, e non potè accorgersi del pallore del marito, il quale tolse da un portafogli un biglietto di banca e lo consegnò alla gentile messaggiera sforzandosi a sorriderle.

— Sai? disse la giovine donna spiegando il biglietto; l’ha comperata per fare un’elemosina... Come sta oggi, signor Ambrogio?

— Sempre bene, contessa Beatrice, e lei?

— Io benissimo; grazie — soggiunse, rivolgendosi di nuovo al marito, — che cosa devo dire alla mamma?

— Le darai un bacio per me.

Beatrice non si moveva; il conte Cosimo la guardava in volto senza comprendere.

— O come farò a darle un bacio per te, se tu non me lo dai? — disse la signora con malizia.

Il marito guardò verso il signor Cilecca, il quale, tutto assorto nelle sue indagini, aveva l’aria di non veder nulla; si rizzò in piedi, prese fra le palme la testina bionda di sua moglie, e la baciò sulla fronte senza far rumore.

L’uscio della porta si aprì, sparve la donnina gentile, e il conte Cosimo ricadde sulla seggiola, nascondendo un’altra volta la faccia fra le mani.