— Un prete! disse Veronica, come se pensasse finalmente all’anima sua; fate venire un prete... Dov’è Giaime De Nardi?
Giaime De Nardi era rimasto ancora di là, e Ambrogio depose Baingia in un canto per andarlo a prendere.
Quando il vescovo Giaime De Nardi, posto sulla seggiola in faccia al letto, alzò due dita a benedire sua nipote, la contessa Veronica mandò un gran sospiro... La razza De Nardi era spenta.
In un momento la camera fu piena di singhiozzi.
La contessa Beatrice si era buttata sul corpo inerte della defunta e piangeva in silenzio, ma Annetta e Geromina facevano la loro parte rumorosamente. Il conte Cosimo si era lasciato cadere sopra una seggiola. — Il solo Ambrogio si sforzava inutilmente a piangere. Il suo cuore di sasso non gli dava una lagrima.
Tutt’in giro alla camera, i membri della razza spenta guardavano impassibili e severi, nei loro atteggiamenti teatrali.
VI.
Quando l’alba luminosa di marzo entrò dalle ampie finestre nella camera della morta, e impallidirono le candele accese ai lati del letto, due sole persone facevano la veglia al cadavere — ma una lottava ancora col sonno, ed era Annetta; l’altra non lottava più da un pezzo, ed era Geromina.
La contessa Beatrice aveva ceduto alle preghiere del marito, ed era andata a riposarsi un poco, e Ambrogio aspettava gli ordini del padrone, il quale da un’ora andava su e giù in una gran sala appartata.
— La commedia è finita! pensava Ambrogio accompagnando mentalmente i passi del conte, che risonavano nel silenzio con una monotonia severa — ma che va farneticando ancora?