— Il testamento?...

— Non aver timore, l’erede universale sono io stesso; i piccoli legati ai suoi amici ed ai suoi servi sono già entrati nel mio conto; li so a memoria; credo di non averne dimenticato alcuno; domani faremo pure il funerale e doman l’altro le valigie.... perchè noi partiremo, amico, lasceremo questa gran città, a cui ci siamo fatti credere milionari e che si è vendicata affrettando la nostra rovina.

— E dove andrete?

— Me lo chiedi?

— In Sardegna?

— Sì, verremo teco; quando ti proponi di partire con Angela?

— Noi siamo pronti.... disse Silvio; ma se dobbiamo partire per non ritornare forse mai più, la cosa muta; qualche giorno ancora.

— Qualche giorno mi basta.

— E Giorgio? domandò Cosimo, mentre Silvio chiedeva: — E la contessa Beatrice?

La faccia del conte si oscurò.