— E allora tanto meglio, disse, faremo una piccola carovana; si andrà in Sardegna tutti insieme, e chi sa che la contessa Beatrice non s’innamori di quei luoghi e non si appassioni al nostro disegno...
— Qual è il loro disegno? dimandò Beatrice fissando lo sguardo in faccia al marito, ma ritirandolo subito.
— Di farci agricoltori... non è vero, Cosimo? industriali all’occorrenza, commercianti se si darà l’occasione, di dar l’esempio dell’operosità e del coraggio...
— Del coraggio? ripetè Beatrice senza alzare il capo.
— Dico per dire... dell’operosità soltanto, dell’operosità senza coraggio...
— E a chi s’ha a dare questo esempio?
— Agli oziosi, agli inerti, agli eterni scontenti — anche in Sardegna ce ne è più di uno.
— Ed è questo il tuo disegno? domandò la giovine donna rivolgendosi finalmente al marito.
— È il mio, rispose Silvio; mi sembra venuta l’ora di far servire quel poco che ho studiato a qualche cosa; devo andare in Sardegna e credo che vi rimarrò.
— E che bisogno ha lei di far servire quello che ha studiato a qualche cosa? domandò Beatrice con una ingenuità, che poteva sembrare esagerata, non è ricco lei?