— Sono contenta, dichiarò poi burlescamente, se non altro ora fanno qualche cosa.
Stette un poco in silenzio, poi soggiunse:
— Chi troverà il mio mazzolino di viole in alto mare, sì, che sarà fortunato! Ma lo troverà poi qualcuno? Potrebbe essere un naufrago....
— Potrebbe essere un pesce, disse Silvio.
E perchè no? Dei pesci con un mazzolino in bocca Angela ne aveva visti... A tavola? Appunto a tavola!
Si rise molto; poi la fanciulla appoggiò ancora la testina romantica al parapetto e il professore gettò un braccio sull’omero di Cosimo.
— Andiamo a veder Cecchino, gli disse per distrarlo, dov’è Cecchino?
Il piccolo sguattero, insensibile alla poesia del mare, non ammirava altro che il meraviglioso scafo e le singolari attrezzature della nave; appena vide da lontano il suo padrone, venne a dirgli che a bordo ci era anche la buca delle lettere.
— E che altro ci è a bordo?
Oh! tante cose; Cecchino aveva scoperto che il cuoco, per fare il brodo, invece di gettare nel pentolone dell’acqua, una manata di sale, vi mesceva una ramaiolata di acqua marina, e che i liquidi dell’acquaio andavano pure direttamente in mare.