— Beatrice mia, cominciò Cosimo stringendosi al seno la compagna della sua vita, mi perdonerai?
— Dimmi tutto.
— Beatrice mia, noi non siamo più ricchi.
— Lo so.
— Noi lottiamo da molto tempo col mondo che voleva l’apparenza del fasto; il fallimento d’una Banca, la disonestà di alcuni capitalisti, sui quali la nostra povera morta aveva fiducia cieca, ci ha rovinati.
— Lo so.
— Io vado a chiedere alla terra di mio padre una tomba per la contessa Rodriguez, e il pane del lavoro.
— Lo so, disse Beatrice; grazie... ora sono contenta... Sta zitto, ordinò, credendo che egli volesse parlare ancora; non mi dire più nulla.
— Mi perdoni? chiese Cosimo.
— Io sono felice, mormorò la giovane donna... sta zitto.