Cosimo vide quello spettacolo con piacere, ma tra che la Lombardia beccheggiava e rullava in un modo insolito, tra che l’acqua dei secchi gli minacciava le gambe, fece forse una ginnastica grottesca, perchè dall’alto della piattaforma scese una risata. Era sua moglie che lo corbellava, erano Angela e Silvio che facevano coro.

Cosimo s’affrettò a salire sulla piattaforma, ed a chiedere la sua parte di quell’allegria.

— Amico mio, cominciò due volte stringendo le mani di Silvio.

Era tentato di confessargli: «Amico mio, io sono felice!» Ma comprese che era inutile, perchè si vedeva chiaro; e quanto a svelargli la scoperta fatta nel cuore di sua moglie, al momento di cedere alla tentazione, resistette eroicamente.

Non gli spiaceva, dopo aver messo un segreto fra sè e sua moglie, facendo complice l’amicizia, vendicare ora l’amore.

Beatrice lo comprese, e lo ringraziò con un’occhiata.

Si era già entrati nelle tormentose bocche di Bonifacio, e i passeggieri giravano l’occhio di qua e di là, all’annunzio d’ogni nuova secca che veniva dato dal secondo. — Ecco Santa Maria; ecco il Cavallo. — Quello? no, da quest’altra parte. — Ed ecco Lazzoli, ed ecco Lavezzi. — Il cannocchiale del secondo era preso, restituito e ripreso ogni momento; un gabbiano, che si alzò dalle scogliere e corse rasente le onde, venne salutato con esclamazioni vivaci, finchè non si perdette nell’orizzonte.

Erano tutti lieti, ma più di tutti Cosimo, sulla cui faccia Silvio veniva decifrando a stento i segni d’una contentezza della quale non poteva indovinare la cagione.

Angela aveva ripreso i suoi dodici anni, e porgeva spensieratamente la faccia ad una brezzolina, che le scompigliava i capelli e le faceva tremare i ricciolini d’oro della fronte e del collo. Annetta metteva ogni tanto dei piccoli gridi d’uccelletto spaurito, che facevano voltare i passeggieri. Gran Dio! Essa vedeva laggiù, laggiù, nel mare alto, un corpo nero che si dondolava; un cadavere forse — o almeno la reliquia d’una nave naufragata — oppure un mostro marino... Ma no, era un gavitello.

Beatrice non rideva ancora, come in passato, ma aveva nell’occhio una luce serena; essa guardava innanzi a sè, alle coste dell’isola che si disegnavano in distanza, e verso cui la nave pareva correre a balzi lunghi, ora che il mare era alquanto agitato.