— Quale?
Sebbene Grazietta non si fosse dimenticata che le camere erano quattro, esitò a rispondere....
— In cucina no certo.... e nemmeno in salotto....
— E allora nella mia?....
— Appunto, ci starà benissimo.
E quando ogni cosa fu a posto, la signora Valentina pigliò per mano la fanciulla, e reggendo un lume coll’altra, visitò la cucina, il salotto, le due stanze da letto, ammirando e facendo ammirare la buona figura che facevano.
«E vedrai domattina, quando vi entrerà il sole, quando avrò tolto la polvere ai mobili, quando avrò spazzato il pavimento e le scale.... Ora è tardi; ti accendo il lume, e si va a letto; lascio aperto l’uscio della mia camera.... se avrai bisogno di me, chiama forte; non ho il sonno leggiero.... e non ti stare a levare finchè non sia su io.... un bacio e buona notte....
— Buona notte.
La signora Valentina entrò nella sua camera. Grazietta udì uno starnazzar d’ali nella gabbia, e la voce della buona donna, che diceva con accento amorevole:
«Ti sei fatto male? Vediamo, rispondi....