— Pazzerella! Signora no, non sono venuta in segreto.... ma quando ho infilato la via Lesmi, vedendo che non vi passava anima viva, ho cominciato a dire: «scommetto che non passerà nessuno prima che io sia giunta al portone,» e poi ho detto: «ah! se passasse qualcuno, quale disgrazia!....» Mi pareva di essere il tuo innamorato e che dovessi venire a donarti un bacio di nascosto, come nei romanzi.... Vediamo, non sei tu il mio amore, non son io il tuo innamorato? Rispondi.

— Ecco, rispose Grazietta, e sollevandosi sulla punta dei piedi scoccò un bacio sulle guancie vermiglie della sorella; poi le buttò un braccio al collo e la trasse su per le scale. Sul pianerottolo si sciolse dal nodo amoroso, sorrise e disse: «la spensierata che sono!....»

Non altro. La sorella comprese, titubò.

«Che fa ora la signora Valentina?

— Lavora.

— La disturberemo, disse Agnese.... e ci disturberà; stiamo da sole finchè è possibile, scendiamo in cucina, andiamo nell’orto, fa un bel sole.

Grazietta trasse un lieve sospiro.

— Torneremo su dopo, aggiunse Agnese in risposta a quel sospiro, voglio conoscere i canarini....

— Sì?.... allora tanto meglio, scendiamo pure nell’orto, vedrai, vedrai....

Scesero nell’orto.