— Che cosa stavo dicendo?...
— Dicevi: «e sì che....»
Antonio guardò il soffitto, poi implorò la misericordia del suo tiranno: «se n’era dimenticato.»
Corrado si spogliò senza dir parola, fermandosi ogni tanto, distraendosi orribilmente; certo senza l’aiuto di Antonio avrebbe infilato la veste da camera al rovescio. Vedendo che non ci era verso di farlo parlare, il vecchio ricorse ad un mezzo eroico:
— «E sì che....» ora mi viene.... se vuole che lo dica, lo dico....
— Dillo.
— E sì che di belle cose ne ha fatte, vossignoria; ma belle come questa, se l’ho proprio da dire, nossignore....
— Ne ho fatto io di belle?... domandò Corrado con un sorriso ironico.
— Altro che!... Ma questa le passa tutte. Mi par di vederla la signorina Grazietta.... come deve essere felice là, coi suoi canarini, col suo orticello, colla compagnia amena di mia sorella!... ride, salta, corre, si fa rossa in viso come una fragola.... La deve proprio star bene là!
A tutte queste interrogazioni indirette, come le suggeriva il rispetto, Corrado rispose: