XVIII. Nel circolo e nel prato.
Quella sera il conte Germinati tornò al Circolo; non vi era alcuno. Si buttò in un divano ed attese fumando. Aveva il riso sulla labbra, l’arguzia pronta, una strana luce negli occhi.
Venne Aniceto.
«Ti trovo invecchiato, gli disse Corrado.
— È vero, rispose l’altro senza scomporsi, ho compito domenica passata i quarantasette anni; fino a sabato potevo dire di non avere che quarantasei suonati; in un giorno sono invecchiato d’un anno.
Venne il Domenichino.
«Come sta Fanny? domandò Corrado.
— A meraviglia.
— E tu patisci sempre l’insonnia?
— Sempre, rispose l’altro sbadigliando.