— Conchiudo, ripiglia Aniceto colla solennità di prima, che tu devi avere un reuma in una spalla od in un ginocchio.

— Calunnie! egli non ha reumi; dice Fanny.

— Grazie, Fanny; Aniceto mio, tu invecchi, si vede, perchè cominci a regalare i tuoi malanni agli amici. Io non ho reumi, e prego le signore qui presenti di farlo sapere alle loro amiche che non cercano marito. Io non ho reumi, e non avrò mai moglie. Le mie idee sul matrimonio le sapete....

— Le sappiamo, dice Barbara, il matrimonio è un’istituzione immorale; se non ci fosse il matrimonio, non ci sarebbe l’adulterio.

— Il matrimonio è contro natura, aggiunge Fanny, vedete gli animali.... Dove ho letto questo?... ah! sì, in quel romanzo che s’intitola?... come s’intitola?... di quel francese... come si chiama?... non importa; vedete gli animali, perchè seguono l’istinto non pigliano moglie.

— Il matrimonio, aggiunge Felice, levandosi in piedi col volto raggiante, è un’indecenza!

— Un’indecenza!

— Un’indecenza!

— Può essere, dice Aniceto, io lo credo capace di tutto il matrimonio.... ho sempre sospettato che fosse un’indecenza.

— Sì, o signori, il matrimonio è un’indecenza.... ed offende il pudore!...