— Il pudore!
— Il pudore!
— Zitti, state a sentire.... Vi dico io che ne è capace.
— Che cosa è la donna? Il simbolo della grazia, della bellezza, della bontà, un pezzo di paradiso coperto di lana e cotone, o di velluto misto di cotone (il cotone ci entra sempre). Che cosa è l’uomo? Il simbolo di tutto ciò che è forte, coraggioso, generoso — appaiate un uomo ed una donna, e non vi è più possibile vederli insieme senza pensare che.... senza portarvi coll’immaginazione a.... insomma senza perdere di vista tutto ciò che è paradiso. Vi siete mai provati, camminando alle spalle d’una bella signora coperta di velluto e di pelliccie, a levarle col pensiero la pelliccia ed il velluto, e via via ridurvela, senza che se ne avveda, nello stato della Venere.... di quella Venere.... sapete di quella tal Venere.... insomma mi capite.... È una festa intima di cui non esala nulla al di fuori; i tangheri, che vi passano rasente, che vi urtano i gomiti senza destarvi dal sogno, vi credono un tanghero come loro, mentre siete un Dio, il Dio più audace dell’Olimpo.... Ebbene, se mai quella signora incontra il marito, vi consiglio di svoltare alla prima cantonata....
Felice vede balenare in ogni volto un sorrisino, che non sa come prendere, comincia a temere di non far tutto l’effetto sperato, e s’interrompe:
«Insomma, per me il marito è l’essere più brutale che sia al mondo; gli domandate: «Come stai?» vi risponde: «Ho dormito male stanotte, ho patito l’insonnia, non ho fatto che voltarmi sul letto....» Voi pensate.... La moglie pensa che voi pensate.... si fa rossa, finge di non sentire.... Voltate discorso.... eh! sì.... voltatelo pure, fatica perduta, perchè tutte le parole che escono dalla bocca di quell’uomo brutale, di quell’uomo cinico che è il marito, sono altrettante indecenze.
Una risata unanime, una di quelle risate solenni, accompagnate da smorfie, da contorcimenti, da tutta la mimica grottesca del buon umore smodato fa ammutolire il disgraziato Felice.
Manca una voce al concerto, quella di Corrado. E a lui si rivolge l’oratore per sapere che significhi il riso.
— Significa che hai vent’anni, dice Filiberto.
— E tu ne hai ventidue!