Mario spiegava tutta la sua voce sonora, ed empiva l’aria di gorgheggi.

— Che cosa dice Mario? domandò Corrado alla signora Valentina.

— Grazietta lo sa; che cosa dice, Grazietta?

— Dice che è contento di stare all’ombra, nel vano della finestra, e di vedere il sole che fa luccicare il verde della campagna; dice che vuol bene alla brezzolina che lo accarezza, ed alla sua padrona che gli dà il miglio e l’erba fresca.

— E dice sempre le stesse cose?

— No, alla mattina per esempio, quando vede la luce, mi chiama e mi dice: «Grazietta! Grazietta! buone nuove! il buio è scomparso, sono rinati gli alberi, è tornato il verde, è tornato l’azzurro; svegliati Grazietta, ecco il sole!» E continua finchè mi sveglio.

— Bravissima! proprio così; disse la mamma; fammelo qui, sulla guancia, un bel bacio....

Corrado provò a radunare tutta la sua sfrontatezza per dire: «Bravissima! me lo faccia qui, sulla guancia, un bel bacio»; ma all’atto di aprir bocca, sentì sul volto il caldo del rossore.

— Me lo confida ora il suo segreto? disse quando fu di nuovo solo colla fanciulla.

— Non è mio veramente, è della signora Valentina.