— Ah! è della signora Valentina?
— Già! sa di che cosa mi sono accorta?.... che dà lezioni di nascosto a Mario.
— Davvero?
— Davvero — e aggiunse ridendo; Mario mi ha detto tutto. Ma fingo di non saper nulla.... la vuol farmi un’improvvisata.
Il conte Germinati, non trovando più parole, pose il braccio della fanciulla sotto il suo.
— Che cosa pensa? domandò Grazietta levando in alto la testa per guardare in faccia al cavaliere.
— Nulla.
Pensava che Grazietta gli giungeva poco più su dell’omero, che aveva il passo leggiero, e camminando doveva appendersi un pochino al suo braccio; null’altro pensava. Poi alla voce di mamma Valentina, che chiamava, la fanciulla si sprigionò e corse a preparare la mensa, e Corrado rimase solo, un tempo lungo, a camminare su e giù pel viale, continuando a pensare che Grazietta gli giungeva poco più su dell’omero, ed aveva il passo leggiero e che poc’anzi si appendeva un pochino al suo braccio.
Ma all’improvviso una voce gridò: «a tavola!»
— Ha sempre appetito? chiese la signora Valentina.