— È un egoista, disse Agnese senz’ombra di dispetto.
— Lo conosco bene....
— E non sapete che egli è ricco ed avaro?
— No, davvero, rispose Corrado ridendo.
— Allora non lo conoscete, come lo conosco io; egli cela a tutti le sue ricchezze e mi abbandona....
— Per economia....
— Anche per economia, ma più perchè non si sveli il suo vero stato. Aniceto L. è ricco quanto il conte Germinati....
— Ed è molto ricco il conte Germinati? davvero non lo so.
— Ed io lo so.
Ancora una volta Corrado uscì dalle moine di quella ammaliatrice colle fibre agitate da uno spasimo delizioso; avvenne nell’anima sua quel rimescolìo di buono e di cattivo, di vecchio e di nuovo, di desiderio e di rimorso, in cui l’immagine di Grazietta scompariva e tornava a galla come una bella naufragata.