«Egli, il nemico giurato delle giuste nozze!

«Sono tutti così i nemici giurati!

«Il matrimonio è immorale; se non fosse il matrimonio, non vi sarebbe l’adulterio — diceva Filiberto.

E Fanny diceva:

«Il matrimonio è contro natura.... vedete gli animali.... dove ho letto questo? in quel libro.... che s’intitola, come s’intitola?... di quel francese.... come si chiama?... non importa — vedete gli animali: perchè obbediscono alla natura non pigliano moglie....

«Il matrimonio, gridava Felicino, è un’indecenza, ed offende il pudore!

Corrado lasciava dire, e quando tacquero finalmente quelle voci avvinazzate, non gli uscì di bocca una parola e continuò a fissar gli occhi nello spazio.

«Sì, sarebbe un’apostasia, gli disse sotto voce qualcuno, sarebbe uno scandalo inaudito; ma che ne importa a te? Sono le parole che mutano, non le tue idee; tu sei sempre eguale a te stesso: amavi il piacere e lo domandavi agli amici del circolo, all’orgia, alle donne facili; ora invece lo domandi alla campagna verde, alla solitudine, al silenzio, ad una fanciulla ingenua e difficile. E se per giungervi devi passare attraverso il fuoco purificatore del matrimonio, e tu passi, perchè il piacere è la vita, e il matrimonio, come i bisticci di Aniceto e le maldicenze degli amici, come la società, come il resto, è una parola.»

«È vero, pensava allora Corrado, Grazietta è giovine, è bella, è innocente — e l’adoro; la chiamino pure mia moglie, che importa purchè divenga mia? Tanto tanto, una contessa Germinati più graziosa di così non si può dare.... non si può dare.... non si può dare....»

«Contessa Germinati! E che dirà tuo zio l’ambasciadore? I tuoi cugini e le tue cuginette che diranno?