— Perchè sa di non seccare il prossimo, scappò detto alla mamma Valentina, ma si tappò subito la bocca ed andò a sedere all’ombra dei gelsi, nel prato.
— Che si fa ora? entrò a dire Grazietta ridendo; giochiamo a correre od a nasconderci?
— Giochiamo, rispose Corrado.
— Sì, giochiamo a nasconderci, soggiunse Agnese; ma dove nasconderci?
— Ci sono tante siepi — disse Grazietta — mi nascondo io, lor signori mi cercano e chi mi trova mi dà la penitenza; poi ti nasconderai tu, poi lei.
E dette queste parole, pigliò la corsa; nell’atto di passare dietro la siepe, si voltò a dire «non guardi, signor Corrado!» e sparve.
Alcuni istanti dopo si udì un grido di segnale; Agnese e Corrado, che erano rimasti immobili senza dir parola, si guardarono alla sfuggita e si avviarono per opposte vie.
Fu Corrado che trovò Grazietta.
— La penitenza, egli disse ridendo ma con un tremito nella voce.
— Sì, sì, rispose la fanciulla.