— Mi dia un bacio....
Sopravvenne Agnese.
— Le perdono, disse Corrado, sforzandosi ancora a ridere.
— Che penitenza ti perdona? domandò Agnese.
— Un bacio, rispose Grazietta; ma io non voglio perdoni.... si faccia piccino che glielo dia.
Corrado presentò la fronte, e ricevette dalle labbra verginali quel bacio innocente. Agnese aveva sulle labbra un sorriso da sfinge.
— Ora a te, Agnese.
— No, a lei, signor conte.
— Sì, a lei e si nasconda bene....
Il signor conte si era nascosto bene, si teneva sicuro di far disperare Grazietta — quando a un tratto, vedendo un’ombra dietro la siepe, sollevò il capo con un riso, che subito si spense — gli stava dinanzi Agnese.