— È vero, disse Corrado; non ne parliamo più.

Il ritorno in città fu mesto; Grazietta soltanto era capace di sentir la gioia passata, essa sola sapeva dire allegramente: «come siamo stati allegri!»

— Domani è l’ultimo del mese, disse Corrado quando fu alla porta di casa di Agnese.

— Diggià! rispose costei — ma v’ingannate, ne abbiamo solo 29.... Avete ragione, aprile non ha che trenta giorni.

— E la mia petizione?

— Quale?.... Ah! sì....

— Mi risponderete in aprile?

— No, in maggio.

Il conte Germinati esalò un sospiro troppo lungo — poi strinse la mano della bella, e s’allontanò a passo rapido e disinvolto.

Alla prima cantonata rallentò l’andatura.